Un decennio di esordi leggendari: la Luna Blu di Guardiola saluta
L'Etihad Stadium era avvolto da un cielo grigio e cupo durante l'ultima partita di Premier League. Il Manchester City ha subito una sconfitta casalinga per 1-2 contro l'Aston Villa, un risultato tutt'altro che ideale, ma quel giorno non si trattava di vincere o perdere. Le nuova maglia Manchester City indossate dai giocatori erano più di una semplice divisa: intrise di sudore, permeate da un decennio di gloria, attendevano in silenzio il fischio finale per un commovente addio che avrebbe fatto scendere le lacrime agli occhi di innumerevoli tifosi. Dal 2016 al 2026, da quando al suo arrivo gli venivano chiesti se "il calcio basato sul possesso palla potesse reggere alla durezza della Premier League", fino a portare il club al vertice del calcio europeo e a conquistare il primo storico triplete, Guardiola, in un decennio, ha trasformato questa completi calcio, da "uniforme alla moda del magnate del petrolio" a simbolo sacro nei cuori dei tifosi di tutto il mondo, affiancandosi agli emblemi delle potenze calcistiche tradizionali.
Ma ciò che ha reso questo addio così significativo non sono stati i numeri, bensì le emozioni che ha suscitato. È stata l'audacia di Guardiola nel rimodellare l'estetica dell'intero campionato, fondendo con forza il controllo di palla in stile catalano con l'intensità competitiva della Premier League. La sua invenzione del "centrocampista difensivo esterno", la sua ossessione di spingere in avanti i difensori centrali con la palla, il suo approccio spettacolare che trasformava la partita in una scacchiera per poi ribaltarla in qualsiasi momento: questi elementi sono da tempo radicati nelle fibre della maglia del Manchester City e nel sangue stesso della Premier League. 593 partite e 20 titoli in dieci anni, è l'allenatore più longevo, di maggior successo e meno "in stile Premier League" nella storia del Manchester City, eppure colui che ha veramente "conquistato" la Premier League.
Dopo il fischio finale, la tribuna nord dell'Etihad è esplosa in un'ondata di applausi e ovazioni. I tifosi sventolavano striscioni con la scritta "Altri 10 anni", mentre lui scuoteva la testa e sorrideva ironicamente, dicendo: "Se mi vedete per strada, venite ad abbracciarmi, potrei averne bisogno". Con la sua partenza e quella di Klopp, la rumorosa e accesa "corsa a due" della Premier League è giunta al termine; ma alcune cose non se ne andranno mai: quelle notti con la maglia azzurra, l'orgoglio nato da questa scelta, rimarranno per sempre nel suo cuore.










