Alla vigilia dei Mondiali, l'ora più buia per la Samba Army
A meno di una settimana dall'inizio dei Mondiali USA-Canada, l'aria notturna a Cleveland era gelida. L'ultima amichevole del Brasile contro l'Egitto avrebbe dovuto essere una serata tranquilla per i cinque volte campioni del mondo, per affinare la forma e perfezionare la formazione, fino al 16° minuto, quando Wesley Lima, il terzino destro titolare del Brasile, si è improvvisamente portato le mani alla gamba sinistra ed è crollato a terra dolorante durante una corsa senza contatto. Mentre veniva aiutato a uscire dal campo, si è coperto il viso con un asciugamano, con spalle e schiena che tremavano incontrollabilmente. I risultati della risonanza magnetica hanno infranto ogni speranza residua: una lesione al muscolo adduttore sinistro, che lo avrebbe escluso dai Mondiali. Il sogno di un ventiduenne di indossare la maglie da calcio della nazionale e competere per la prima volta sul palcoscenico mondiale si è bruscamente interrotto sul campo di riscaldamento.
La sfortuna non arriva mai da sola. Proprio quando la tristezza per l'infortunio di Wesley si era appena attenuata, è arrivata una notizia ancora più devastante: poco dopo l'annuncio ufficiale della rosa, il medico della squadra ha diagnosticato a Neymar una lesione di secondo grado al polpaccio destro, con un'assenza prevista di 2-3 settimane. Questo significa che il numero 10 del Brasile salterà con ogni probabilità la prima partita del girone, riducendo ulteriormente le opzioni tattiche di Ancelotti. La Federazione calcistica brasiliana ha convocato rapidamente il centrocampista dell'Atalanta Ederson come sostituto, ma questa soluzione d'emergenza potrebbe colmare il vuoto numerico, non quello sulla fascia destra della difesa. Nel giro di pochi giorni, due nuova maglia Brasile Mondiali 2026 sul palcoscenico dei Mondiali estivi erano sparite: una piegata in valigia e sigillata per sempre, mentre l'altra appesa silenziosamente nello spogliatoio in attesa di guarigione.
Gli infortuni sono spietati, soprattutto per una nazionale brasiliana che punta al sesto titolo mondiale. Perdere i pilastri su entrambe le fasce all'inizio della stagione è crudele. Ma questo è il fascino dei Mondiali: le situazioni disperate rivelano il vero carattere. La lavagna tattica di Ancelotti conteneva ancora la velocità di Vinicius, la grinta di Enderk e la furia da dentro o fuori della squadra. Il destino potrà anche aver tolto il palcoscenico a Wesley, ma non è riuscito a togliere la fede dei brasiliani nel calcio. Il peso della maglia della nazionale non è mai portato da soli undici giocatori. Vediamo se questo Brasile cinque volte campione, in difficoltà, riuscirà a compiere la più tenace danza di samba dalle rovine.










